Condannato un 27enne che spacciava da anni

Venduti quasi 19 chili di hashish tra il 2020 e il 2024 soprattutto nel Mendrisiotto: due anni sospesi per un periodo di prova di quattro anni

Traffico hashish
Quasi 19 chili di hashish alienati tra il 2020 e il 2024

«Mi sono ritrovato in un periodo difficile. Non stavo bene e ho preso scelte sbagliate». Con queste parole, il 27enne ticinese si è giustificato davanti al giudice Amos Pagnamenta, presidente della Corte d’Assise criminale, mostrandosi reo confesso.

A suo carico, infrazione parzialmente aggravata alla Legge federale sugli stupefacenti (Lf), riciclaggio di denaro e ripetuta contravvenzione alla Lf sugli stupefacenti. Nel corso di quattro anni, tra gennaio 2020 e 23 luglio 2024, il 27enne ha trafficato 18.9 chili di hashish, di cui 17.8 chili venduti nel Mendrisiotto.

Da pochi grammi a oltre un chilo per oltre una novantina di clienti. Il restante quantitativo lo ha consumato lui stesso, con una media di 40 grammi mensili. Per il termine di prescrizione, gli sono stati imputati circa 200 grammi in meno (circa 800 grammi) come contravvenzione.

Da questa attività, il 27enne ha ricavato un guadagno di circa 93 mila franchi. Al momento dell’arresto, sono stati rinvenuti presso il suo domicilio 446.73 grammi di hashish e poco meno di un grammo di marijuana. Inoltre, teneva in un baratto di latta circa 32’519.50 franchi e 626.40 euro.

L’accordo per la seconda chance

«Era la fine del 2022, dopo un incidente ho perso il posto di lavoro»: da quel momento il 27enne ha iniziato l’attività di spacciatore «per mestiere», Prima di allora per il giovane era solo un passatempo «amatoriale».

Il 27enne ha lasciato il carcere da otto mesi il carcere e ha iniziato a lavorare. Nessun dibattimento. La procuratrice pubblica Valentina Tuoni e l’avvocata Nuria Regazzi hanno proposto il loro accordo: 24 mesi sospesi per un periodo di prova di quattro anni e una multa di 100 franchi per la contravvenzione.

Una decina di minuti sono bastati a Pagnamenta, assieme ai giudici latere Renata Loss Campana e Fabrizio Filippo Monaci, per dar sentenza: la proposta di pena è «apparsa adeguata», ribadendo che questo è «un invito a rigare dritto».


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