L’inchiesta è di natura indiziaria e l’uomo respinge ogni capo d’accusa compreso il tentato omicidio. La procuratrice pubblica Fumagalli chiederà più di 5 anni di pena

Un garage in fiamme a Melano è l’episodio che ha portato al banco degli imputati l’ex municipale di Bissone Vladimiro Bernardi.
Era lo scorso 3 dicembre, le 11:00 passate, quando un paio di persone sono state evacuate dalla palazzina nei pressi della struttura. Alcuni testimoni hanno visto l’auto del proprietario nelle vicinanze e da lì sono scattate le manette a carico di Bernardi.
L’inchiesta, inizialmente partita per il solo incendio intenzionale, ha portato a scoprire qualche giorno dopo il reale motivo dietro all’evento: un litigio con un inquilino per mancati pagamenti dell’affitto. A carico dell’imputato si sono così aggiunte anche le accuse di tentato omicidio, lesioni semplici, coazione e diffamazione.
La procuratrice Anna Fumagalli ha chiuso l’inchiesta e firmato l’atto d’accusa prospettando una pena superiore ai 5 anni. In difesa di Bernardi — dimessosi dal suo ruolo politico subito dopo l’arresto — c’è l’avvocata Sandra Xavier.
L’uomo respinge ogni accusa, compreso il tentato omicidio, e quest’oggi, a poco più di nove mesi dai fatti, deve rispondere davanti alla Corte d’Assise criminale di Lugano presieduta da Amos Pagnamenta, affiancato da Raffaella Rigamonti, Emilie Mordasini e dagli assessori giurati.

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